Cookie Policy Facciamo un po' di chiarezza: psichiatra o psicoterapeuta? - Renata Di Grazia | Psicologa e Psicoterapeuta

Facciamo un po’ di chiarezza: psichiatra o psicoterapeuta?

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Facciamo un po’ di chiarezza: psichiatra o psicoterapeuta?

Poche ore fa nel corso di una seduta, un mio paziente mi ha parlato della difficoltà, che aveva prima di iniziare la psicoterapia, di riuscire a distinguere fra uno psichiatra e uno psicoterapeuta. Me ne parlava facendo riferimento alla sua storia, al primo approccio che ha avuto rispetto alla cura di sé, partendo dal farmaco per gli attacchi di panico prescritto dallo psichiatra. Ad iniziare la psicoterapia dopo dieci anni dall’inizio del farmaco, lo ha spinto la riluttanza nel dover dipendere tutti i giorni da una pillola, la speranza che ci fosse altro che potesse tentare di fare per sé prima di arrendersi.  A lui è andata bene, sta lavorando, con riscontri positivi, sulla strutturata convinzione di dover aver bisogno di un farmaco per allontanare gli attacchi di panico e la paura che ritornino. Mi ha detto che per le persone come lui, non addette ai lavori, capire la differenza fra lo psichiatra e lo psicoterapeuta era difficile, pensava che fossero la stessa cosa, rivolgersi all’uno piuttosto che all’altro poteva significare la stessa cosa. Questo mi ha fatto riflettere su quanto ancora poco si dica rispetto a questo tema, rispetto all’approccio con cui ci prendiamo cura della nostra salute mentale, le convinzioni sociali che ruotano intorno al lavoro dello psichiatra e al lavoro dello psicoterapeuta.

Quello che io mi sento di dire sul tema è questo: il farmaco è la stampella, la psicoterapia sono le gambe.

In alcune situazioni i farmaci sono necessari, a volte anche indispensabili per iniziare la psicoterapia. Devono essere sempre prescritti da un medico psichiatra, disponibile a seguire il paziente passo passo in un percorso che necessiti l’assunzione di un farmaco, ma anche la previsione di un suo graduale scalaggio nel tempo. E’ importante capire che gli psicofarmaci devono essere considerati e pensati come un supporto momentaneo, nel frattempo che la psicoterapia faccia il suo corso e renda “le gambe” della persona sempre un pochino più forti e capaci, piano piano, di reggere il peso del corpo da sole.

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